S.Caterina - Sito della Parrocchia Sant'Andrea di Cordovado PN

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S.Caterina

CHIESE

CHIESA DI SANTA CATERINA

Sorta nella prima metà del XIV Secolo, a devozione della santa principessa cristiana di Alessandria d’Egitto, in una zona che un tempo era circondata da campi, pur in prossimità della strada antica che da Concordia portava al nord, si è trovata con l’evoluzione urbanistica nel pieno centro del borgo nuovo.
Il primo documento in cui si menziona questo oratorio è quello relativo all’edificazione di quella di S.Girolamo (1347); nel 1591 vi fu un rimaneggiamento come testimoniato nell’iscrizione dell’architrave, compreso la costruzione del campani letto a vela.
L’arredo dell’altare, come pure la pala di S.Caterina con corona regale in testa accanto a Madonna e bambino, Santa Apollonia e Santa Lucia, si potrebbero datare al Seicento.
Gli affreschi della parete meridionale sono composti da Madonna in trono con bambino e santo. C’è poi il riquadro con S.Dorotea (?), S.Caterina d’Alessandria e Santa Lucia (?); il lacerto del santo francescano(?) con sovrapposizione di un S.Leonardo. Un altro lacerto con S.Giorgio e la principessa ed infine la decorazione più estesa con la Madonna in trono con bambino, due santi vescovi, S.Giacomo maggiore, S.Margherita d’Antiochia (o S.Anastasia) con genuflesso il committente. Tutti questi dipinti sono attribuibili a pittori anonimi veneto friulani della seconda metà del XIV Secolo.
Per gli affreschi della parete settentrionale: la Madonna allattante è attribuibile a pittore anonimo locale di fine XIV secolo mentre i SS.Rocco e Sebastiano denotano la mano esperta di un artista che innova i temi di G.Francesco da Tolmezzo.
Alle pareti si trova un’Annunciazione di Domenico de’Soldi (1680) ed una settecentesca Sacra Famiglia con S.Giovannino di Giuseppe Buzzi.
Interessante la ragnatela di graffiti e monogrammi, che si affollano sotto le immagini di S.Giacomo e S.Rocco lasciati da pellegrini in transito o per particolari invocazioni di aiuto a causa delle pestilenze.
Nel 1750 l'altare ligneo fu rifatto in pietra dal portogruarese Pietro Balbi
, mentre la pala rappresentante la Madonna con bambino fra i SS.Antonio abate, Antonio da Padova e Gottardo, fu dipinta da Francesco Mestore di S.Marizza di Varmo.

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